Stare con se stessi

Ne è passato di tempo dall’ultimo post che ho fatto qui sulle pagine di thinkersclub, in effetti più di un anno. Ma in questo anno molto spesso sono ripassato a leggere i miei post quasi come fosse un diario.

Quasi come avessi la necessità di ritrovare qualcosa.

Come sicuramente hai letto dal titolo, stare con se stessi credo che quest’anno sia stata la sfida che tutti abbiamo più o meno dovuto affrontare.
Lascia che ti dica qualcos’altro…

Anche se la pandemia è ancora presente, sembra vedersi la luce in fondo al tunnel e nonostante tutto, i dubbi sui vaccini, i casi di manipolazione mediatica che sono sicuro ci siamo “beccati” in questo periodo, la diffidenza che è per forza di cose visibile tra le persone che “non si avvicinano più come prima”…….

Voglio prendere e sviscerare il lato positivo – se ce ne può essere uno – in tutto questo turbine di “problemi e ansie” nel quale siamo tutti coinvolti.

Ci sto pensando in questo periodo perchè da poco sembra che il tutto stia ripartendo e secondo me è importante mantenere il focus su quello che abbiamo vissuto in questo anno di “clausura forzata”.

Clausura forzata? qualsiasi contatto è stato importante

Si vabbè ma cosa abbiamo imparato?

In un post di un paio d’anni fa, ti parlavo di come trattare gli altri e farseli amici e credo che in questo anno e mezzo ormai abbiamo dovuto imparare “come trattare ed essere amici di noi stessi“.

Se prima cercavo i miei momenti di solitudine per affinare i miei pensieri, le mie perplessità e focalizzarmi su ciò che è importante, sono sicuro che ognuno di noi si è trovato ad essere solo con se stesso senza sapere cosa fare di questo tempo, senza sapere come gestire la cosa.

Ed ecco allora che ci siamo buttati sui classici binge watching su Netflix, Prime oppure a girare compulsivamente sui social alla ricerca di un attimo di felicità.

Binge Watching?

Ma in un anno e mezzo, il catalogo di Netflix e degli altri servizi l’abbiamo esaurito e quindi….

Sei rimasto/a da solo con te stesso/a

Credo di aver vissuto questa fase con il tipico schema da abbandono con una fase iniziale di “disperazione”, per poi passare alla rabbia, rifiuto ed in ultimo accettazione.

Pensavamo fosse una cosa rapida, una cosa che non poteva succedere a noi..

invece è successo, no?

Immagino sia una cosa abbastanza comune e che molte persone l’abbiano vissuta in questo modo, è diventato naturale passare molto tempo in solitudine cosa che personalmente mi ha aperto molti punti di vista nuovi, un po’ come succede quando scampi per un pelo ad un problema grosso e questo è la scintilla per cambiare tutto.

La prima cosa

Ho capito che stare bene con se stessi significa accettare e prendersi cura di se, della propria mente e del proprio corpo.

Quando dico la propria mente, intendo che è necessario, indispensabile imparare a lasciare andare; stare soli per forza di cose libera una parte che normalmente dedichiamo agli altri ma in questa parte ci sono alcune persone che la riempiono più del dovuto e questo ci sovrasta.
Va bene l’empatia, su questo sono d’accordissimo, ma le persone di cui ti circondi vanno scelte e selezionate con cura.

Farci carico dei problemi altrui a prescindere, uccide mentalmente

Parlando del proprio corpo, causa palestre chiuse e mamme/compagne/zie/cugine intente ad impastare qualsiasi cosa 😀 ci hanno fatto mettere su qualche kilo di troppo.

Un anno e mezzo con centri sportivi chiusi ha mostrato a tutti quanto è importante tenere una buona forma fisica, io nel mio piccolo ho fatto esercizio quasi ogni giorno durante i periodi di chiusura ed anche se la forma è rimasta pressocchè quella di sempre ahime, ho deciso di andare in palestra appena passati questi giorni post vaccino.

Come dire..

Mens sana in corpore sano

Satire di Giovenale

La seconda cosa

Il secondo punto centrale di tutta la storia è che – si sembra un controsenso per stare bene con se stessi – devi mantenere le tue relazioni, devi averne cura.

Qualche settimana fa ho regalato una cosa ad una persona cara, sopra c’era scritto:

“Friends are the family you choose”.

Va bene, per i più curiosi, questo è quello che ho regalato.

Il punto è che le buone relazioni cambiano tutto, cambiano il punto di vista tuo e degli altri, ti arricchiscono e arricchiscono chi ti sta intorno ne parla molto bene il buon Dario Vignali nel suo podcast .

Come scegliere le persone è fondamentale, anche mantenere i rapporti lo è altrettanto se non di più.
Approfondire, ricordarsi ad esempio i nomi dei cari dei nostri amici, la data del compleanno, è importante essere veramente interessati alle vite dei propri amici, questo porta le relazioni su un altro livello.

Condividere esperienze e passioni con i propri amici è fondamentale per tutti

Normalmente si inizia ad essere amici perchè si condivide un’esperienza o una passione ma quello che porta avanti il rapporto è la relazione quotidiana che instauriamo con i nostri amici…anche il “come stai” cambia le cose.

La terza cosa

Sono convinto che uno dei motivi per il quale non riusciamo a star bene con noi stessi è che ci paragoniamo agli altri…

Ma se il metro di paragone sono ad esempio i social, secondo te, che fine facciamo? è ovvio che ognuno mette sui social solo le cose belle che gli capitano.

Questo finisce per creare un filtro distorto della realtà che a lungo andare ci deprime ancora di più.

E quindi il terzo punto è proprio questo, dobbiamo capire che ognuno di noi ha un percorso diverso e personale; non è possibile paragonarsi perchè ogni persona, tu, io siamo diversi… magari abbiamo delle affinità ma sostanzialmente siamo diversi.

Non paragoniamoci agli altri

Lo so perfettamente che non è semplice, ma almeno questo anno e mezzo mi ha reso consapevole di queste piccole grandi cose e questo è il primo passo.

… Un caloroso saluto

Luigi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *